NICOLA BERTOGLIO

iphoneografo

Mostra per la presentazione del libro “SHOAH: IMMAGINI E SIMBOLI” presso il castello di Monticelli d’ongina

domenica 21 gennaio 2018

L’opera “Auschwitz: geometria di un luogo di morte” esposta nel Castello di Monticelli d’Ongina.


Presentazione nuova edizione libro:

SHOAH: IMMAGINI E SIMBOLI


Le immagini e i simboli della Shoah sono al centro della nuova edizione libro di Simone Fappanni che sarà presentato domenica 21 gennaio alle ore 10.30 nel Castello di Monticelli. «Da molto tempo – spiega lo studioso – desideravo scrivere un libro sull’iconografia legata alla Shoah, termine con il quale si indica la persecuzione e lo sterminio di milioni di ebrei durante la seconda guerra mondiale, anche se in realtà sarebbe più preciso riferirsi all’intero corpus d’immagini del genocidio che nel Vecchio Continente ha causato la morte di un numero spropositato di altre persone che i nazisti ritenevano “indesiderabili”: politici, apolidi, testimoni di Geova, zingari, asociali, omosessuali e delinquenti comuni. Senza dimenticare le indelebili ferite, nel corpo e nell’anima, procurate ai pochi sopravvissuti. Un massacro dalle dimensioni apocalittiche che nessuna definizione, neppure quella di Olocausto, utilizzata da molti studiosi e persino da Primo Levi, uno dei testimoni più autorevoli di questo tragico evento, sembra in grado di cogliere appieno. Anzi, quest’ultima sottintende un sacrificio che è chiaramente un concetto completamente estraneo a questo specifico contesto. Il mio desiderio non era e non è quello di soffermarmi né sull’acceso dibattito terminologico che ha contraddistinto la corretta e più appropriata definizione di questo vero e proprio sterminio, né di svolgere una ricerca storico-documentarista dello stesso, quanto piuttosto di analizzarlo da un altro punto di vista: quello delle immagini e dei simboli della tragedia». E continua: «scegliere la Shoah come punto di partenza per questa sorta di “ricognizione iconografico-metaforica”, pur nel pieno rispetto della complessità e della vastità dello massacro attuato in Europa risulta, com’è logico, una prospettiva d’analisi necessariamente parziale, ma certamente ogni angolo da cui si analizza un evento così catastrofico soffre necessariamente di un certo “limite” che tuttavia può offrire l’opportunità di porre l’attenzione sul potere, fortemente evocativo, delle immagini, che in questo dramma hanno contribuito a ripercorrerlo e ricordarlo nella sua interezza». Nel testo vengono anche presentati gli esiti di una ricerca riguardante l’interpretazione della Shoah da parte di noti artisti contemporanei che nel corso della loro ricerca si sono soffermati, con una certa continuità, su questa dolorosa pagina di storia e che hanno aderito al Progetto “In Memoria” che si è tradotto in una mostra itinerante di questi quadri eseguiti con tecniche e stili alquanto eterogenei.