NICOLA BERTOGLIO
iphoneografo
Mostra personale “capendo adamo” presso casa di stradivari dal 25 marzo al 9 aprile 2017 a cremona
sabato 25 marzo 2017

“CAPENDO ADAMO”
MOSTRA DI NICOLA BERTOGLIO A CREMONA
PRESSO “CASA STRADIVARI” FINO ALL’8 APRILE
INAUGURAZIONE: SABATO 25 MARZO ORE 17
PRESENTAZIONE: SIMONE FAPPANNI
CREMONA. Se un vero artista è uno sperimentatore, allora Nicola Bertoglio è un vero artista. Le sue opere si possono ammirare a Cremona sino all’8 aprile presso la “Casa di Stradivari”, in Corso Garibaldi 57, dimora del sommo liutaio vissuto all’ombra del Torrazzo. L’inaugurazione è in programma sabato 25 marzo alle ore 17 con la presentazione di Simone Fappanni. Il titolo della mostra, “Capendo Adamo”, fa riferimento, come spiega lo stesso artista, a un progetto «iniziato nel 2013 ed attualmente ancora in corso. Si tratta di una ricerca di “comprensione” su cosa sia l’uomo sia come “forma” che come contenuto, anima, scomponendo e ricomponendo parti di corpi maschili. Ho iniziato fotografando amici e poi continuato con modelli non professionisti. In questa selezione si può riconoscere un percorso di “affinamento” verso un certo ideale di equilibrio e “perfezione” partendo da aggregazioni complesse e “deformi” verso altre più armoniche e semplificate. Le immagini, scattate con un iphone ed editate solo ed esclusivamente con Instagram, sono stampate su lastre di alluminio Chromaluxe e apposte in sospensione ad una base in legno mdf. L’opera a 9 immagini dal titolo “La S/Vestizione” fa invece parte di un progetto sul calcio, chiamato “Calciosacro” ed è stata realizzata con il contributo della squadra A.C. Olmese». Nato a Cremona, cresciuto a Pieve d’Olmi, accogliente centro della bassa padana, Nicola Bertoglio si dedica alla poesia e alla sperimentazione fotografica da smartphone, la cosiddetta “iphoneografia”, maturata nel corso di viaggi ed esperienze in Italia e in Europa. Ha recentemente esposto a Milano (dove vive dal 2003), Bergamo e Osnago ottenendo lusinghieri giudizi di critica e pubblico. «Non si può non riconoscere a questo eclettico creativo – scrive Simone Fappanni - la volontà di dare forma al reale attraverso contenuti che si caricano di un simbolismo assoluto mediante un linguaggio contemporaneo che si avvale di uno strumento attualissimo come l’iphone per generare arte che prende le mosse dal corpo in quanto tale. Una ricerca nelle profondità dell’animo umano a partire dalla laica “sacralità” del corpo, dal suo essere in quanto tale, lasciato fondersi e liberarsi nello spazio oltre gli stretti confini della plasticità. Un fluxus d’immagini, dunque, che “raccontano” accennano a storie personalissime senza peraltro raccontarle in forma univoco, lasciando cioè all’osservatore il compito o meglio il piacere di completarle. E il riferimento al primo uomo, ad Adamo, risulta la chiave perfetta per accostare e comprendere questo iter sempre in divenire». La mostra, che vanta il Patrocinio del Comune di Cremona, da martedì a sabato dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30, domenica solo il pomeriggio.